Brescia vintage: la V sul petto tra Serie A e Serie B – pagina 2
Azzurro con la V bianca: a Brescia la maglia non ha bisogno di presentazioni. Qui trovi le divise da casa, da trasferta e le terze delle Rondinelle, capi preparati per la gara e tanto materiale da allenamento, soprattutto degli anni Duemila, ognuno con taglia e condizioni.
Gli anni di Mazzone e del Divin Codino
Quando Roberto Baggio scelse Brescia, nel 2000, molti pensarono a un ultimo giro di campo. Furono invece quattro stagioni di Serie A giocate da protagonista, con Carlo Mazzone in panchina e il Rigamonti pieno ogni domenica. Accanto a lui arrivò Pep Guardiola, appena uscito dal Barcellona, mentre dal vivaio era già passato Andrea Pirlo e in attacco segnava un giovane Luca Toni.
Le riedizioni Garman di quel periodo sono tra i pezzi più curiosi del catalogo: il 10 di Baggio in versione casa e trasferta, il 28 di Guardiola anche nella terza, il 9 di Toni.
Una provinciale tra A e B
La storia del Brescia è fatta di saliscendi tra le due serie maggiori, e le maglie lo raccontano bene. Nei primi anni Novanta c’era la colonia rumena di Mircea Lucescu, con Gheorghe Hagi in campo; più tardi i gol di Dario Hübner e, negli anni Duemila, quelli di Davide Possanzini, il cui nome compare ancora su diverse maglie.
Kappa, Asics e il materiale da campo
Oltre un terzo degli articoli è abbigliamento da allenamento, il gruppo più numeroso. Kappa è il marchio che ricorre più spesso, seguito da Asics, Garman, Mass e Acerbis. Tra le divise di gara prevalgono quelle da casa, poi trasferta e terze, con una quindicina di maglie da portiere.
Ci sono anche più di venti pezzi Match Issue e una dozzina di Player Issue, il taglio riservato alla rosa. Le condizioni vanno da buone a eccellenti, con un voto da 1 a 10 per ogni capo.